martedì 18 ottobre 2011

Queste serate sono ideali per passare un po’ di tempo a pensare all’aria aperta, c’e’ un’aria frizzante, un anticipo di inverno, anche se non e’ cosi’ freddo da doversi imbacuccare. O sono un troll del mondo disco, che ha il cervello di silicio e quindi funziona meglio al freddo, oppure boh.

Mi mettono quasi di buonumore. Quasi eh.

“Ma invece de star qua parche’ no te va fora a trovarte na morosa?” Babbo sempre diplomatico lui. Non e’ certo lui quello che ha problemi a sostenere una conversazione fissando l’interlocutore in volto.

Ho iniziato a scrivere nuovamente. “E che due palle, non hai manco finito gli altri” direte. Eh, a uno ci manca un controllo finale per potersi definire  finito (Tranne poi scoprire una pagina di appunti tra i quaderni di materie varie e giapponese, una pagina che 1) avevo dimenticato di aver scritto 2) conteneva degli spunti interessanti che non ho scritto, e che ora come ora non so ne’ dove, ne’ come inserire nella storia.) mentre il terzo capitolo della trilogia e’ attualmente semplicemente aria. Almeno fino a che non avro’ quell’Idea, quella con la I maiuscola, che mi serve da spina dorsale del racconto. “E allora che cazzo stai scrivendo?”
Mah. Lo sapro’ solo quando avro’ finito di scriverlo. Spero che non occupi tanto, considerando che non e’ fantasy, ma e’ piu’ un scifi/romantic ambientato in giappone. Si, vediamola cosi’, sto provando a scrivere una fottuta light novel.

basta, ho sonno non ricordo piu’ che cazzo dovevo scrivere.

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