Iniziare a fare recensioni di libri non e’ per niente facile, senza avere in mente uno schema preciso di cosa recensire, come recensirlo ma soprattutto il perche’ recensirlo.
Questo e’ il mio caso. Negli ultimi 6 mesi ho letto una ventina di libri, che potrei bene o male recensire, tuttavia che cosa si ricerca in un libro? Stile? Sono libri tradotti dall’inglese. Scorrevolezza? Tipo di carattere usato? Lunghezza del libro?
Bah.
Parliamo allora della mia storia personale per ora. Da piccino (io? piccino? pffft) babbo mi forzava, e sottolineo FORZAVA a leggere libri. con eventuali punizioni, e.g. niente tv per 2 settimane, niente amici, u.s.w.
come si puo’ ben immaginare la cosa non mi ha mai fatto molto piacere. Ricordo ancora ora le serate passare a leggere libri come Cuore, 20.000 leghe sotto i mari, l’isola del tesoro. Libri letti controvoglia, che non hanno lasciato niente nella mia testa.
Insomma, la lettura ha lasciato un brutto solco nella mia infanzia. Tutt’ora ho un paio di libri regalatomi da parenti/amici per i vari compleanni che ancora devono essere aperti (e si parla di dieci anni ormai).
Quindi che cosa puo’ spingere una persona come me a riprendere in mano la lettura?
ci sono diversi fattori in gioco:
- Ho iniziato a scrivere anche io qualcosa, quindi mi e’ necessario ampliare il mio bagaglio culturale (anche se e’ solo di traduzione dall’inglese)
- Inizialmente me li sono fatti prestare
- Sono libri pieni di humour inglese / humour nero
- Sono altamente scorrevoli
- In treno ho parecchio tempo
Tutti questi punti assieme mi hanno fatto riscoprire la lettura come svago, piuttosto che come obbligo. Il primo libro letto in questo modo e’ stato “il senso di smilla per la neve” regalatomi dal liceo per il secondo posto alle olimpiadi di fisica d’istituto 2005/06
Poi, il blackout per qualche anno, fino all’anno scorso, anno in cui mi sono definitivamente avvicinato agli scrittori inglesi fantasy/sci-fi/umoristici, come Douglas Adams e Terry Pratchett.
La saga della Guida Galattica per Autostoppisti e’ una pietra miliare nel campo della fantascienza umoristica, ed e’ un vero peccato che l’autore sia venuto a mancare nel 2001, lasciando la trilogia in sei parti da concludere, conclusa nel 2010 da Eoin Colfer con “E un’altra cosa…”
Il mondo Disco di Terry Pratchett
Potrei stare qui a parlarne per ore, di come sia un mondo assurdo, di come sia una genialata, di come vivo dentro a quel mondo ogni volta che apro uno dei suoi libri, tanto che sono costretto a comprarli in inglese per continuare la lettura che altrimenti si interromperebbe dopo 13 volumi in italiano (ce ne sono 40 in totale…)
questi sono i miei due autori preferiti attualmente. Pratchett forse anche piu’ di Adams, perche’ se mai un giorno riusciro’ a completare la trilogia che sto scrivendo, sara’ solo merito suo, e del suo meraviglioso mondo, creato da zero, come lo e’ il mondo del mio racconto.
Nei prossimi post, forse la recensione di un libro di uno dei 2 autori. Forse.
o forse torno a recensire manga, o anime. Chissa’. O magari mi dimentico nuovamente ti aggiornare il tutto.
Detto questo, Ave atque Vale.